SELVATICA COME: INTERCONNESSIONE,
NATURA, RADICE PROFONDA,
MEMORIA,
LIBERTÀ, DESIDERIO,
SOVVERSIONE
E RESISTENZA
La seconda edizione di Selvatica si sviluppa in due giornate che rappresentano due momenti di uno stesso percorso.
La prima giornata è dedicata allo sconfinamento tra umano e non umano: attraversare i confini che abbiamo costruito tra le specie, ascoltare altri linguaggi, riconoscere altre forme di intelligenza e interrogare le categorie con cui definiamo ciò che è vivente.
La seconda giornata si focalizza sul tema: dalla consapevolezza dell’interdipendenza alla costruzione di pratiche condivise. Se siamo parte di un unico sistema di relazioni, anche il modo in cui produciamo il nostro cibo, coltiviamo la terra, custodiamo i semi e organizziamo le nostre comunità diventa la questione ecologica centrale. La sovranità alimentare è intesa non soltanto come diritto delle comunità a decidere cosa produrre e cosa mangiare, ma come possibilità concreta di tornare a esercitare una responsabilità collettiva sui sistemi che sostengono la vita mettendo in comune esperienze e strumenti capaci di generare alternative.
Semi, suolo, acqua, biodiversità, animali, insetti impollinatori, agricoltura, saperi contadini e comunità non sono elementi separati: costituiscono sistemi complessi di relazioni e reciprocità.
L’obiettivo è arrivare alla costruzione collettiva di pensiero che riconosca la biodiversità come patrimonio vivente, il cibo come bene comune, i semi come memoria e possibilità di futuro, la terra come sistema di relazioni e le comunità come luoghi di cura, autodeterminazione e responsabilità.
Il selvatico non è soltanto ciò che resiste all’addomesticamento; è anche la capacità di riconoscere e generare relazioni nuove, creare alleanze, custodire la diversità e immaginare forme di vita collaborative.
PROGRAMMA 2026
Sabato 10 ottobre - Sconfinamento
10:00
Apertura e presentazione
10:15 - 10:45
Dall’homo homini lupus alla relazione intersistemica
Simone Pollo, Filosofo morale – Sapienza Università di Roma.
Un attraversamento della storia del pensiero occidentale sul rapporto uomo/animale: dalla separazione gerarchica tra umano e natura fino alle prospettive contemporanee che riconoscono continuità, vulnerabilità condivisa e interdipendenza tra specie.Un intervento che mostra come le categorie con cui pensiamo il vivente siano costruzioni culturali e politiche, e come possano essere trasformate.
10:45 - 11:15
Ecologie native: altri modi di abitare il mondo
Emanuela Borgnino – Antropologa – Università di Torino
Un viaggio nelle cosmologie non occidentali, dove umano, animale, spirito e territorio non sono entità separate ma parti di una stessa trama relazionale.
L’intervento mette in discussione l’idea occidentale della natura come “risorsa” e apre a forme di sapere fondate su reciprocità, ascolto e coesistenza.
11:15 - 11:45
Emozioni animali: continuità tra specie
Elisabetta Palagi – Primatologa ed etologa – Università di Pisa
Empatia, gioco, cooperazione, conflitto, lutto: lo studio dei primati mostra quanto i comportamenti sociali ed emotivi siano condivisi tra specie diverse. Un contributo scientifico fondamentale per superare la visione dell’essere umano come eccezione assoluta.
11:45 - 12:15
I canti dei cetacei: linguaggi oltre l’umano
Livio Favaro – Zoologo ed etologo specializzato in bioacustica marina
Un’esplorazione dei sistemi di comunicazione dei cetacei e dei pinguini che mette in crisi l’idea umana di linguaggio come forma esclusiva di intelligenza e relazione.
12:15 - 13:15
Dibattito aperto con il pubblico
13:30
Pranzo comunitario
Preparato con cura da Terre Ritrovate con gli ingredienti del territorio
Un momento conviviale e informale per condividere cibo, incontri e riflessioni nel paesaggio di Sant’Elia.
🌿 Pomeriggio – Il selvatico come rete di relazioni
15:30 - 16:00
Abitare il mare: convivenza e tutela
Maddalena Jahoda – Istituto Tethys
Ricerca e conservazione dei cetacei nel Mediterraneo tra monitoraggio scientifico, impatti antropici e pratiche di tutela. Un racconto che mostra come proteggere gli ecosistemi marini significhi anche ripensare il nostro modello di sviluppo.
16:00 - 16:30
Migrazioni: rotte invisibili e crisi ambientale
Francesco Guillot – Presidente LIPU Sardegna
Le migrazioni degli uccelli come indicatore dello stato degli ecosistemi e delle trasformazioni climatiche e territoriali in atto.
16:30 - 17:00
Morte e rinascita. Come la Natura resiste alle ingiurie umane
Fabio Balocco – Scrittore e attivista ambientale
Una riflessione sul rapporto tra devastazione e rigenerazione degli ecosistemi. Balocco racconta territori feriti e rinati, mostrando come la Natura continui a opporsi alla distruzione attraverso processi di resilienza e trasformazione.
17:00 - 17:30
Pastorizia, fauna selvatica e comunità
Anna Crimella, Pasturs – Progetto territoriale
Un confronto sui conflitti e le possibilità di convivenza tra attività umane e fauna selvatica. La pastorizia come pratica ecologica, culturale e comunitaria.
17:30 - 18:00
Funghi e interconnessioni: la rete invisibile del vivente
Carlo Marin – Micologo – progetto Micomondo
Il mondo miceliale come paradigma di cooperazione, scambio e simbiosi. Una riflessione che ribalta la narrazione competitiva dell’evoluzione e apre a modelli basati sull’interdipendenza.
18:00 - 18:30
Ascoltare il Selvatico
Marina Girardi – Illustratrice, cantautrice e autrice
Un viaggio cantato, disegnato e narrato dentro la comunità dei viventi. La natura non è qualcosa che dobbiamo “salvare” dall’esterno. Noi siamo già dentro quella natura, ma abbiamo perso la capacità di ascoltarla. Animali, piante, esseri umani, paesaggio non come categorie separate, ma come una comunità di viventi.
🌿 Sera
Dalle 19:00
Mercatino dei produttori
Dalle 19:00
Aperitivo/cena conviviale
Preparato con cura da Terre Ritrovate con gli ingredienti del territorio
Concerto – Suoni selvatici
Nicola Agus, Marina Girardi
Un viaggio sonoro tra strumenti ancestrali, paesaggi acustici e richiami arcaici che evocano il rapporto profondo tra umano e natura. Musica popolare, territorio e resistenza culturale come rito collettivo di chiusura del festival.
Domenica 11 ottobre - Il selvatico come resistenza
🌿 Mattina — Uomo, animale, relazione
10:00 - 10:30
Intelligenze alveari: insetti sociali, percezione e interdipendenza
Martina Fanti – Apicoltrice e neuroscienziata
Un viaggio nel mondo delle api e degli impollinatori come sistemi complessi di comunicazione, orientamento e cooperazione. L’intervento intreccia neuroscienze, ecologia e comportamento animale mostrando come l’intelligenza non sia solo individuale ma anche collettiva e relazionale.
10:30 - 11:00
Abitare la terra al femminile
Federica Albanese Ruffo di Matilde Coltiva
Presentano il progetto “Selvatica per Natura” e l’esperienza di FarmHer nella rete Microfarm Italia.
11:00 - 11:30
Resistere attraverso la terra
Terra Furriada
Presentazione del manifesto contadino e dialogo sulle pratiche agricole comunitarie, sulla difesa dei territori e sulla sovranità alimentare. Un intervento che lega ecologia, autodeterminazione e resistenza culturale.
11:30 - 12:00
Abitare la terra in un mondo di plastica, acciaio e altro ancora
Fabio Parascandolo – Geografo, Università di Cagliari
Con cenni al Manifesto sardo per un umanesimo bioregionale, Scuola della Terra in Sardegna
12:00 - 12:30
Rete contadina, La Via Campesina, Campi aperti, la Casa dei Semi, Genuino Clandestino e sovranità alimentare: come agire collettivamente.
Michele Caravita di Campi Aperti dialoga insieme a Maurizio Fadda, Agronomo della Casa dei semi della Sardegna, e Andrea Ghiani, AgriCura.
Agricoltura industriale, biodiversità e sovranità alimentare. Un approfondimento sulle trasformazioni dell’agricoltura contemporanea: brevetti sementieri, nuove tecniche genomiche (NGT/TEA), concentrazione industriale e perdita di biodiversità agricola. L’incontro affronta il tema della sovranità alimentare come diritto dei popoli a decidere come coltivare, allevare e nutrirsi, valorizzando pratiche agroecologiche, biodiversità reale e autonomia contadina. Uno spazio di confronto sulle tensioni tra modelli industriali e pratiche agricole resilienti, con attenzione critica agli effetti sociali, economici ed ecologici delle politiche agricole contemporanee.
13:00
Pranzo contadino
Preparato da Terre Ritrovate con gli ingredienti dei contadini e delle contadine
Un momento conviviale e informale per condividere cibo, incontri e riflessioni nel paesaggio di Sant’Elia. Preparato con cura da Terre Ritrovate con gli ingredienti del territorio.
🌿 Pomeriggio – Tavola rotonda finale e chiusura
14:30 - 16:30
Tavola rotonda – Selvatica come libertà, desiderio, sovversione e resistenza.
Immaginare forme di vita alternative all’estrattivismo. Quale patto possiamo stringere con la Terra?
Una conversazione collettiva tra ospiti, territori, pratiche agricole, ecologiche e sociali per riflettere sul selvatico come forza di trasformazione culturale e politica.
Dalle 16:30
Mercatino dei produttori
Realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna. SELVATICA – FESTIVAL 2A EDIZIONE – 2026.0815
Partner:
Il Festival è dedicato alle donne, ai bambini, agli uomini, agli animali, alle piante e alle terre dei popoli a cui viene tolta la vita in nome dell’assurda follia e avidità distruttrice, a Olmo che festeggia la sua maggiore età e a tutti i nostri figli della terra che ci danno una ragione e forza nella lotta, al nostro amico e compagno Massimiliano Deidda, profondo amante e conoscitore del mondo naturale che ci ha lasciato prima di vedere realizzato il suo sogno di condividere le sue conoscenze. Col Festival portiamo avanti il sogno di contribuire alla realizzazione di un mondo migliore.









